martedì 23 settembre 2008

LA REGOLAZIONE NATURALE DELLA FERTILITA' di Josef Roetzer

Premetto che la pratica della regolazione naturale della fertilità non è indicata solo a chi ha una fede religiosa o una particolare propensione naturalista-ecologista, ma è un'utile esperienza preliminare per tutte le donne che si accingono a vivere la sessualità in maniera consapevole e intendono aderire ad uno stile di vita che porti loro armonia.
Al contrario degli anticoncezionali si può utilizzare non solo per evitare una gravidanza ma anche per cercarla. Inoltre non ha effetti collaterali, non dà allergie, non inquina, non fa ingrassare, ecc.

Vi ho già detto che sono una decisa sostenitrice dei metodi naturali, e vorrei consigliarvi qualche lettura in merito. In particolare ho trovato "La regolazione naturale della fertilità" del dottor Roetzer un manuale completo, semplice e pratico sul tema:

Dr. Josef Roetzer La regolazione naturale della fertilità. Il metodo sintotermico di Roetzer
a cura di S. Girotto e G.C. Stefanella
1995, Edizioni Libreria Cortina, Verona.

L'autore è uno dei massimi esperti mondiali di metodi naturali, e si è occupato per più di 40 anni esclusivamente di consulenza e ricerca sull'argomento, elaborando, anche grazie all'esperienza delle sue numerose pazienti, un metodo che può offrire, se ben applicato, una sicurezza paragonabile a quella dei contraccettivi chimici e meccanici.

In sostanza questo manuale insegna a registrare il ciclo femminile e gli indici di fertilità su apposite tabelle, per indentificare con certezza i giorni fertili e i giorni infecondi, in modo da scegliere con consapevolezza il concepimento o evitarlo in modo sicuro, anche nel caso di cicli molto irregolari. Il metodo è sintotermico, cioè si basa sull'osservazione di alcuni segni di fertilità (modificazioni nel muco cervicale, aspetto della cervice, sensazione di umido o asciutto) e sulla misurazione della temperatura interna.
Il testo presenta numerosi esempi di tabelle compilate dalle pazienti del dottor Roetzer, per illustrare passo passo come registrare le osservazioni anche in casi particolari come cicli irregolari, perdite, allattamento, premenopausa, sospensione della pillola, lavoro notturno, malattia, ecc.

Si comincia a registrare il ciclo con l'inizio delle mestruazioni, cioè il primo giorno del ciclo è il primo giorno di mestruazioni e si comincia a compilare una nuova tabellina.

Concluse le perdite si misura la temperatura interna la mattina prima di alzarsi e si attendono i segni di fertilità.
Infatti nella prima fase non fertile si avvertono delle sensazioni di "asciutto", in seguito si può osservare il muco cervicale, prodotto cioè dal collo dell'utero, all'inizio poco e biancastro/opaco/grumoso (muco di "bassa qualità"), poi in maggiore quantità e trasparente/filante/fluido (muco di "alta qualità"), a volte con presenza di sangue. La cervice si alza, si apre e diventa più morbida. Il muco del primo tipo è per molte donne segno di non fertilità, il secondo di fertilità, ma la cosa può variare leggermente da donna a donna, e si impara con l'esperienza.

Verso la fine del periodo di muco "a chiara d'uovo" (il testo utilizza i termini inventati dalle pazienti del dottor Roetzer per registrare sensazioni e sintomi) la temperatura al risveglio comincia a salire, e si mantiene alta fino alla fine del ciclo, per circa 14 giorni. Il muco torna biancastro o sparisce e la cervice ritorna chiusa e dura.

Il periodo da considerarsi fertile inizia con le ultime 6 temperature basse e si conclude al pomeriggio del terzo giorno di temperatura alta, e quindi dura in pratica sugli 8 giorni (già la sera del nono si può considerare non fertile).
Sembra complicato ma è più facile da fare che da spiegare.

Il punto forte del libro sono a mio parere i consigli, basati sull'esperienza diretta di donne esperte, per semplificare il metodo, arrivando a registrare la temperatura per pochi giorni per ciclo, fino anche a fare del tutto a meno della misurazione della temperatura, con risultati altrettando validi.
Infatti il dottor Roetzer spiega come le sue pazienti abbiano imparato ad individuare il periodo fertile esclusivamente con l'autoesame del collo dell'utero: la donna ogni giorno raggiunge con due dita la cervice, una protuberanza emisferica che è l'orifizio esterno dell'utero, la preme leggermente tra le dita, estrae ed osserva il muco. Il periodo fertile inizia con le prime modificazioni del muco, sempre più fluido e trasparente (bisogna individuare almeno 5/6 giorni di muco "fertile") e della consistenza/posizione della cervice (alta, morbida e aperta), e finisce il terzo giorno di cervice chiusa e dura.

Questo metodo è molto più semplice da imparare, e adatto anche alle donne che si trovano male a misurare tutti i giorni la temperatura, o faticano a distinguere "sensazioni" di umido o asciutto, o non trovano il muco all'esterno della vagina, o comunque non per abbastanza giorni. Ha lo svantaggio di essere poco adatto a donne che non hanno troppa confidenza con il proprio corpo, per cui per esempio se non siete mai riuscite a mettere un tampax certo questo metodo non fa proprio per voi... :-)
Da alcune persone, soprattutto uomini, è addirittura visto come una pratica "sconveniente", e vista con diffidenza. Per questi motivi in Italia questo sistema non è molto conosciuto ed insegnato, malgrado la sua praticità e sicurezza.

Mi ha colpito leggere che l'autoesame del collo dell'utero è conosciuto e praticato in molti paesi del terzo mondo, come un segreto custodito gelosamente fra donne e tramandato di madre in figlia, come rivelato a Roetzer da una suora infermiera di colore dell'africa Orientale.
Il dottor Roetzer fa espressamente presente che questo esame è stato scoperto dalle donne stesse e da loro divulgato con grande entusiasmo, e che quando le sue pazienti gliene parlarono per la prima volta all'inizio non riusciva a credere che fossero possibili osservazioni del genere. Solo anni dopo è venuto a conoscenza degli studi scientifici sull'argomento.

E' una sorta di "test biologico incorporato", che può essere letto in qualsiasi momento, ad esempio anche poco prima di un rapporto per verificare la fecondità.
Le donne che ne fanno uso sono entusiaste delle possibilità offerte da questo esame, perché permette una più sicura circoscrizione dei giorni fecondi. Una donna esperta, dopo una vacanza, ha scritto tra le sue annotazioni una frase che mi sento di sottoscrivere: "Andata in ferie, cambiato clima, dimenticate tabelle e termometro, grazie a Dio ho con me la cervice".

Nei prossimi post qualche tabellina di esempio e altre indicazioni per chi volesse apprendere il metodo sintotermico.


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4 miao:

  • rosanna
     

    Ciao Puccina.
    Davvero utili i tuoi post!
    Avevo avuto indicazioni su questo metodo da un consultorio e da domani conto di iniziare a misurare la temperatura basale.
    Mi è venuto però un dubbio.
    Presso il consultorio mi avevano detto di misurare la temperatura preferibilmente entro le 8 del mattino.
    Con il cambio dell'ora legale però che si fa? E soprattutto, ci si riferiva alle 8 di questo periodo o di quando cambierà l'ora dei nostri orologi?
    Saluti, Rosanna

  • Puccina
     

    Guarda, l'importante è misurarla la mattina, prima di alzarsi (termometro sul comodino), all'incirca alla stessa ora, ma senza impazzire! Quindi se un giorno la misuri alle 8 e un altro alle 9 e mezza probabilmente non succede niente, perché di solito lo stacco tra temperatura bassa e alta è abbastanza netto. Poi si uniscono anche gli altri segni (muco, cervice...) per cui la temperatura diventa una semplice conferma. Addirittura se alcuni giorni si è costrette a misurare il pomeriggio o la sera si può imparare a interpretare i dati lo stesso (ad esempio per me la temperatura è più alta di poco).
    Insomma, registra per un ciclo e vedi se la lettura del grafico è chiara, anche se magari cambi tra ora legale e solare.
    Certo se invece per te la differenza non è altissima, dovrai essere più precisa o affidarti all'autoesame della cervice, come faccio io, lasciando perdere la temperatura. Tra l'altro è più comodo perché ti dice anche con precisione quando inizia il periodo fertile, non solo quando finisce.
    Comunque stai tranquilla che è più semplice di quel che sembra.
    Fammi sapere

  • Marina Infante
     

    CIAO SONO MARINA,IO STO UTILIZZANDO IL METODO RETZER E TI CONSIGLIO DI NON FARE DA SOLA FATTI CONSIGLIARE DA INSEGNANTI ESPERTI,KE TI SPIEGANO E TI SEGUONO IN QST TUA SCELTA...VIVI PIU TRANQUILLAMENTE,TRA L ALTRO SANNO COSA CONSIGLIARTI E POSSONO RISP A TUTTE LE TUE DOMANDE E DUBBI...BACI MARINA

  • Roberta Puccina
     

    Cara Marina, inizialmente sono andata da una ginecologa insegnante di metodi naturali, ma non mi sono trovata bene... Non sapeva tante cose e mi ha dato addirittura l'impressione di essere contraria XD
    A questo punto mi sono informata da autodidatta con qualche libro, tanta pratica, per poi chiedere conferma al mio medico di base, che alla fine era più informato della ginecologa. Mi ha confermato che le tabelline erano a posto e infatti ho sempre previsto inizio e fine del periodo fertile, e l'ovulazione, malgrado non abbia un ciclo regolare. Attualmente mi baso su muco e cervice e mi trovo bene.